Il sole e la vitamina D vanno a braccetto

L’estate sembra già molto lontana  e in men che non si dica ci ritroveremo a dire “Le mie  ossa hanno  bisogno di un po’  di sole “.
In questo  articolo  scopriremo quanto questa  frase  popolare si avvicini alla  verità.

Sapete viste dall’esterno cosa sembrano le vitamine? Un alfabeto da rimettere in ordine. In realtà quello che fanno nel nostro organismo è proprio mantenerlo in ordine ed in salute.

La vitamina D è liposolubile, come la A, la E e la K è prodotta dalla pelle che la sintetizza dal precursore -7 deidrocolesterolo.
Questa molecola agisce sul nostro apparato scheletrico muscolare, è coinvolta nella crescita del tessuto cerebrale, visto i moltissimi recettori  nel cervello, nel sistema nervoso centrale e nell’ippocampo.

Immagino che vi aspetterete la solita lista di alimenti da inserire nell’alimentazione per il fabbisogno di vitamina D.
Gli alimenti sono pochi e tutti molto grassi, ad esempio il pesce (come il salmone, il tonno e lo sgombro) il fegato, i formaggi grassi, carni rosse, verdure e uova, in particolare il tuorlo.

La natura ci ha messo a disposizione un meccanismo per evitare la carenza di questa molecola: l’esposizione alla luce solare.
Se ci pensiamo bene è un modo gradevole e divertente di assimilarla, ci permette di coprire il nostro fabbisogno giornaliero di vitamina D, insomma di unire l’utile al dilettevole.
Ovviamente la luce solare deve toccare la nostra pelle e non è efficace se passa attraverso una finestra.
L’esposizione nei giorni nuvolosi non è efficace, avere la pelle scura riduce la produzione.
L’utilizzo di lettini solari permette un ‘adeguata sintesi, ma come per il sole l’esposizione va limitata per evitare rischi di tumore alla pelle.

Non ci rendiamo conto dell’importanza di questa vitamina D sul nostro apparato scheletrico e muscolare finché il medico non prescrive alle donne in menopausa degli integratori per prevenire l’osteoporosi, ma la sua importanza riguarda tutta l’età evolutiva.
Nei neonati la carenza è dovuta al latte materno e può portare al rachitismo, visto che ne è carente, negli anziani la pelle non riesce più a sintetizzarla e anche l’alimentazione ne risulta insufficiente.

E il nostro cervello come utilizza la vitamina D?
Dei ricercatori americani hanno dimostrato che un elevato apporto di vitamina D abbinata a della curcumina agisce nel cervello come antidepressivo e antiossidante.
Entrambi le sostanze abbinate consentono al sistema immunitario di eliminare dal cervello le placche beta-amiloide segno distintivo del morbo di Alzheimer.
Queste placche nei soggetti affetti dal morbo colpiscono la zona del cervello più profonda (la corteccia entorinale), alterando le comunicazioni tra le sinapsi .

Come possiamo difenderci da questo morbo? E’ il sole ancora una volta a venirci in aiuto. E allora perché ne abbiamo tanta paura?
Siamo riusciti ad avere paura del sole, pensando erroneamente di prevenire il cancro esponendoci il meno possibile.
Questo ha portato ad una crescita esponenziale di demenza ed Alzheimer. Non abbiamo pensato di equilibrare l’esposizione ,la dieta e l’assunzione di integratori.

Noi siamo un po’ i muratori del nostro corpo. Per costruire e mantenere una casa c’è bisogno di ottimo materiale, non si può fare a meno di niente ed è così che il “terremoto” l’Alzheimer non ci coglie impreparati.

Federica Stroppa@riproduzione riservata

2018-04-19T18:11:31+02:00

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